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Zelo

26/11/2012

 

Stamattina, al risveglio, ho controllato il cuscino in cerca dei primi fatidici segni di decadenza:  qualche capello è cascato ma forse per stanchezza. Allo specchio quasi non mi riconoscevo, una barba che ormai fa invidia. Ho riflettuto allora che i pensieri accumulati in testa hanno il duplice effetto di far cascare i capelli e di far crescere la barba: io sto cominciando dalla barba.​

Intanto scrivo un po' più tardi e non per eccesso di zelo nei confronti del piatto di pasta con patate servito a cena me per un certo riguardo verso alcuni parenti che in questo periodo perdono la cognizione del fuso orario. Ma lasciamo stare, via, anche se davvero penso che il nostro problema cominci ad essere davvero l'eccesso di zelo. È per eccesso di zelo che oggi il compressore è finito a pezzi: papà non sopportava l’idea di procedere al buio senza lampeggiante e cercando di innestarlo per strada, al buio, deve aver azionato le leve del sollevatore, portato giù il compressore che si è incastrato contro il rimorchio e dunque il patatrack. È per eccesso di zelo che ci si sveglia prima del sole e ormai prima dei gatti: oggi la nostra gattina a cui piace dormire al calduccio dei maglioni che lascio sul rimorchio, ha faticato a svegliarsi e si è fatta trasportare sino a Torremaggiore.

È per eccesso di zelo che uno dei nostri amici ha sfasciato il thermos del caffè e poi per tutto il giorno ha cercato il modo di ripagarlo faticando come un somaro ed è sempre per eccesso di zelo che sto rompendo le scatole a Massimo del frantoio con mille pesate diversificate e mille altre moliture differenziate. E a questo punto credo sia anche per eccesso di zelo che abbiamo avuto al fortuna di trasformare la squadra della raccolta in una squadra affiatata di amici; nonostante la durezza del lavoro si trova il motivo di restare felici fino a sera e la cosa sorprendente è che ciascuno si fa in quattro per aiutare l’altro … proprio come ai bei vecchi tempi dei moschettieri: uno per tutti e tutti per uno.
Veniamo alla parte contabile e proviamo a vedere se i conti tornano. Alla fine il buon vecchio Diomedes aveva visto giusto: i rimanenti 55 alberi hanno dato 7.45 ql di olive per un totale dunque di 15.80 ql. Se si calcola che il cattivo tempo ha buttato giù almeno un chilo per ogni albero, ecco raggiunti i 17 quintali previsti. Ah, ho capito anche quali fossero i 6 alberi "rubati" da Diomedes: non ne ha raccolto nessuno però a noi ne aveva annunciati 140 più uno di oliva dolce; in realtà sono 90 nella parte superiore e 45 in quella inferiore. Dunque 135 e non 141 come anticipato in fase di trattativa. In ogni caso se contiamo le piantine che ha disseminato qua e là nell'oliveto ecco raggiunti le 140 piante.  Per il resto mi aspettavo una resa un po' più alta  e invece sembra di non aver superato i diciotto litri d’olio per quintale. Nei prossimi giorni vi saprò dare delucidazioni per quanto riguarda la qualità del prodotto.​

La vera sorpresa comunque l’abbiamo avuta cominciando a raccogliere gli olivi del Podere della Gobba: col sole che quasi tramontava il podere era uno spettacolo autentico. La luce dell’ultimo sole filtrava morbida tra le fronde più alte e, radente i tronchi scuri, accendeva gli esigui fili d’erba verdissimi già catturati dalla prima danza del vento. Sarà stata  quella luce dolcissima, sarà stata la buona disposizione d’animo, ma guardando le olive ancora attaccate ai rami o quelle già a terra tra le reti, non sembravano più neppure verdi e acerbe, ma dorate, come se già avessero il sentore d’olio, come se avessero fretta di far sapere a tutti di che colore fosse il  tesoro custodito in grembo.
Vabbè, romanticismi a parte, da  soli 4 alberi abbiamo raccolto un  cassone da ben 2.45 ql. È facile fare qualche previsione: considerando che le piante non potate sono 45 dovremo riempire ben 11 cassoni per un totale di almeno 25 ql. Sarà bene non correre troppo sui tempi, del resto mai dire gatto se non è nel sacco.
Credo che la parte contabile appesantisca molto i rapportini serali e a questo proposito oggi sul campo pensavo che sarebbe giusto che condividessi con te il mio registro della raccolta. Ho pensato di caricarlo su Dropbox, un servizio che mette a disposizione spazio per la condivisione. Caricherò su dropbox il file excel della raccolta e ti fornirò le credenziali per l’accesso così potrai sapere tutto in qualunque momento.
Bene, al momento vi lascio così, cercando di portare a termine tutti gli impegni che ho per domani.
In realtà non è vero neppure che vi lascio; piuttosto mi lascio andare a questo velo di sonno che quando scende sopra gli occhi ... caspita pare che la barba cresca più in fretta.

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