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I lavori di Maggio

5/6/2015

Di Maggio non t'affrettare ma neppure devi tardare... 
 
I nostri nonni erano soliti ricordarci con queste parole, la natura duplice del mese di Maggio: la primavera non è passata del tutto e l'estate deve ancora arrivare. Per questo, non è prudente anticipare le lavorazioni del terreno che ospita gli ulivi, in quanto le frequenti piogge primaverili lo rendono particolarmente umido e freddo in superficie, con la conseguenza che lavorazioni affrettate mescolerebbero gli strati bagnati della superficie con quelli asciutti e caldi in profondità in un febbricitante marasma dannoso per la salute delle piante.
Ma Maggio è anche tanto vicino a Giugno e ai caldi dell’estate, quindi non è prudente attendere troppo: quando il mese fiorirà di spighe dorate, di grano e di lucciole, gli ulivi non potati dovranno essere già messi in produzione e disporre di tutti gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno già al momento dell’impollinazione.
La “messa in produzione” di un uliveto, appunto, raggiunge il suo culmine proprio nel mese di Maggio. Dopo il timido risveglio dei primi mesi primaverili, è a Maggio che l’ulivo sboccia e comincia a nutrire se stesso per nutrire i fiori prima e le piccolissime olive dopo.

L'aria è profumata a Maggio, di albe di rugiada, di timide ginestre e vigorosi fieni. Il sole che risale i pendii del Gargano diretto sempre più a est, le arie profumate di primavera che scendono dalle regioni del nord e solleticano le delicate mignole dell'ulivo, pronte a dischiudersi in infiniti arabeschi d’oro; le fave, ai piedi degli ulivi, cresciute rigogliose come un incanto a cui è difficile credere o abituarsi; i nostri sforzi rivolti ad accumulare gli scarti della potatura tra i filari delle fave, in modo da poter poi trinciare il tutto per restituire humus al terreno di cui ogni pianta s’è nutrita.
La fava è compenetrata di saggezza o lungimirante previdenza. Succhia l’azoto all’aria e lo porta alle radici; sotto terra operosi batteri, in cambio di poche molecole di zuccheri composti, penseranno a fissarlo sotto forma di nutrienti utili. Ben stretto tra le radici, la fava custodirà l’azoto fino a quando il fiore non avrà dato frutto. Dopodiché, è con l’azoto conservato che nutrirà i frutti.
Quando a Maggio ancora lo splendore dei fiori di fava è massimo e ancora fitto il volo delle api e delle farfalle, quello è il momento più utile per cui le fave vengano falciate e restituite al terreno sotto forma di sostanza organica e di humus. Per la messa in produzione non ricorriamo ad alcun altro concime di derivazione sintetica. All’interramento delle leguminose affidiamo non solo il fondamentale ruolo di nutrimento degli ulivi, ma anche quello di formare un terreno ricco di humus, poroso, in grado di conservare la poca acqua dei periodi estivi, come anche di contenere l’erosione del suolo da parte delle piogge dei mesi invernali.

Interrando i residui della potatura e le fave appena falciate attraverso leggere erpicature, si conclude il lavoro di messa in produzione degli uliveti che coinvolge tutto il mese di Maggio. Il terreno in cui affondano le radici dei nostri ulivi sarà scuro, soffice e ricco della sostanza organica, che ogni albero attingerà a fine mese per nutrire le neonate olive; l’erpicatura inoltre ci aiuta a contenere lo sviluppo delle erbe infestanti più avide d’acqua nei mesi estivi.
Il vento, intanto, fila piano in arabeschi le danze delle mignole appena sbocciate e appese agli esigui rami protesi come dita d'oro tra cielo e terra. Scuote le lievi corolle come mistiche campane in cui s’affondano e allargano le inebrianti sinfonie del polline, come leggiadre gonnelle pronte ad accogliere le note più feconde e, nel fruttuoso abbraccio, a generare nuove olive. Sotto le fronde noi, che alla poesia del vento di Maggio e alle sue capriole affidiamo stupore, meraviglia e i timori e le segrete speranze.

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